Quante polemiche. L’Italia, da un po’ di tempo, sembra fondata sulle polemiche.
La realtà è invece disarmante nella sua semplicità: 300 persone, tra uomini, donne e bambini, specialmente donne e bambini, inghiottite dal mare.
Una lunga e ingombrante fila di bare, per le quali pareva non esserci posto neppure nel cimitero.
Le polemiche confondono e complicano un dramnma che è semplice.
Non si tratta di discutere sullo jus soli, non si tratta del colore della pelle di un ministro, non si tratta della crisi economica e degli effetti consolatori sulla nostra coscienza rispetto a egoistiche chiusure.
300 persone sono morte in fondo al mare, ne sarebbero bastate 150, 75, 32, 16… 1… per imporre una riflessione: si può dire davvero civile uno Stato, una Unione di Stati, un Continente, l’intero Mondo, che consente al mare di inghiottire uomini, donne e bambini sulla cui vita e speranze persone senza scrupoli si arricchiscono ?
Vergogna, perdono… altro non so provare e chiedere anche per me stesso, che ha avuto bisogno che si compisse unastrage per indignarsi, per riflettere.
E poi ? Restiamo in attesa di una tragedia ancora più grande ?
Non ho risposte strutturate, e temo anche che non ne verranno da un Parlamento e da un Governo tenuti in scacco da altre questioni, che non si incrociano affatto nè con i morti stranieri del mare, nè tantomeno con i morti italianissimi che questa crisi economica porta con sé.
Propongo solo un atteggiamento, un modo di stare: essere vicino a chi mi è a fianco ! Abbattere i confini, sentire propri i problemi non del mondo, ma di chi ti è affianco.
E’ un esercizio che richiede costanza e fiducia, molto meno scontato e molto più dirrompente di quello che sembra all’apparenza. Nella certezza che il calore può propagarsi solo tra corpi vicini che sanno scaldarsi e scaldare !

Posted on ottobre 10, 2013
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