Chiesa universale e Nuova Parrocchia

Posted on marzo 3, 2013

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Nella Diocesi di Parma, dopo tanti anni in cui se ne parla,si sta compiendo una risistemazione delle Parrocchie, nella direzione del c.d. Nuovo Assetto Diocesano (N.A.D.).

Anche il Corpus Domini comincia a interrogarsi sulla Nuova Parrocchia che andrà a formare con la vicina San Giovanni Battista. Di seguito riporto una riflessione svolta all’assemblea della Comunità didomenica 3marzo 2013.

Oggi abbiamo preso confidenza con alcune nuove parole:

Il N.A.D., il Nuovo Assetto Diocesano;
La N.P., la Nuova Parrocchia;
Il P.M., il Presbitero o ParrocoModeratore;

Il S.M., il Servizio Ministeriale;
Il P.P.C., il Progetto Pastorale Comune;
Il C.P.N.P., il Consiglio Pastorale Nuova Parrocchia;
Il C.A.E.N.P., il Consiglio Affari Economici Nuova Parrocchia;
L’Economo;
Il C.P.Z., Consiglio Pastorale di Zona.

Parole e sigle che parlano di forme e strumenti più o meno completi e da perfezionare in base all’esperienza di ciascuna delle 56 nuove parrocchie della nostra Diocesi di Parma.

popolo_05070633Parole e sigle che non devono distrarre dal senso ultimo del passo, davvero epocale, che ci viene chiesto di compiere, docilmente guidati dallo Spirito Santo che abbiamo invocato.

È certamente importante discutere delle forme per migliorarle, ma oggi dobbiamo interrogarci soprattutto sull’essenza stessa del nostro essere comunità, del nostro essere Popolo di Dio, del nostro essere qui e ora frammento particolare della Chiesa universale.

La domanda a cui ciascuno di noi deve rispondere è una sola:

QUAL È LA MIA IDEA DI COMUNITÀ ?

COME SENTO E VIVO LA MIA COMUNITÀ ?

Penso a una comunità legata e limitata dall’ombra del campanile? … oppure mi sento autenticamente parte della comunità universale della Chiesa, che è Corpo Mistico di Cristo?

Dalla risposta a questa domanda dipende il nostro atteggiamento e il nostro contributo alla   Nuova Parrocchia, che siamo chiamati a formare con la comunità di San Giovanni Battista.

images-2La domanda è ancor più profonda in questi giorni particolari per la nostra Chiesa. Il gesto profetico di Benedetto XVI prepotentemente pone al centro la riflessione sulla Chiesa, sulla comunità cristiana. Non sorprende che Benedetto XVI nel suo saluto di congedo abbia parlato di Chiesa, richiamando la riflessione di un suo maestro, il teologo Romano Guardini, che pure diede il suo contribuito al Concilio Vaticano II.

Penso che quella riflessione possa essere grandemente significativa anche per noi oggi:

La Chiesa “non è un’istituzione escogitata e costruita a tavolino…, ma una realtà vivente… Essa vive lungo il corso del tempo, in divenire, come ogni essere vivente, trasformandosi… Eppure nella sua natura rimane sempre la stessa, e il suo cuore è Cristo”

Per questo motivo ciascuno di noi è responsabile che la nostra Nuova Parrocchia sia autentico e fecondo frammento della Chiesa, guidati dalle parole di Cristo: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20).

Eucarestia

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