Chi vado a votare… un antidoto !

Posted on febbraio 23, 2013

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Ormai è diventata un’abitudine, quasi liberatoria, condividere nella rete non luogo le valutazioni politiche al quale sono approdato, e che dovrebbero indirizzare il mio voto.
Questa volta, però, il condizionale è d’obbligo.
Con autentico dispiacere devo confessare di essere tra quei tanti milioni di italiani che a tutt’oggi (sabato) sono indecisi sulla propria scelta di voto.
Già nel 1976 (37 anni fa!!), Montanelli aveva denunciato la necessità di “turarsi il naso” per esercitare il diritto di voto, emergenza che si è trasformata nella regola del “votare il meno peggio”.
E questo nonostante gli anni trascorsi, ben 37 anni ! Nonostante i referendum vinti in senso maggioritario e poi scientificamente vanificati dall’attuale porcellum di sistema elettorale! Nonostante ventennali discese incampo e recenti salite in campo!  Etc etc ….

Ma in queste elezioni del 2013, a conclusione di una legislatura saggiamente commissariata da un atto di forza costituzionale del Presidente della Repubblica, le regole sopra viste sembrano non essere idonee a pervenire a una decisione,  non dico convinta (che illusione!) ma quantomeno sufficiente a consentire il responsabile esercizio del diritto/dovere di voto.
Chi scrive resta convinto che

il non voto, l’astensione, non costituisca affatto una soluzione, ma soltanto una fuga dalle proprie responsabilità, la rinunzia a partecipare alla vita democratica del proprio Paese con conseguente perdita del diritto di lamentarsi, di criticare. In sostanza un tirare i remi in barca, un arrendersi, una connivenza con l’attuale degenerato sistema politico abbarbicato a posizioni di potere e di interesse.
La mia personale campagna è stata dunque per il voto, dunque convintamente non cederò alla pur forte tentazione di tirare i remi in barca.

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Ma certo che fatica ! Che difficoltà!
Come dicevo non è sufficiente il turarsi il naso e votare il meno peggio, nello sfogliare la margherita dei possibili voti si rischia di spogliare il fiore di tutti i petali senza essere giunti a una decisione: No Ingroia, troppo distante da me la posizione culturale ideologica. No Grillo troppo populismo e soprattutto la soluzione al disastro in cui siamo può essere solo culturale e non la volgarità urlata. No Giannino, con sofferenza, ma le balle sono balle, e soprattutto denunziano la propensione alla balla. No e poi No Berlusconi, se si vuole un No ideologico, ma a Schettino non affiderei nuovamente il comando della nave. No neppure Bersani, perchè la campagna elettorale ha confermato essere impaludato all’interno del partito e della coalizione con Vendola (quanti ahimè per l’occasione persa con Renzi!!). No  Maroni, posto da sempre all’estremo delle mie coordinate culturali e politiche, tanto più che torna a parlare di secessione. No, infine, a Monti, che appare essere l’espressione dei poteri forti finanziari-bancari.

Allora ?
È necessario trovare un altro criterio di scelta.
Se non si ritiene, come il sottoscritto, che alcuno degli attori di questa campagna elettorale possa rappresentare una valida cura per i tanti mali di questo nostro amato paese, bisogna allora pensare di scegliere una forza politica che possa essere un contrappeso, direi un antidoto ad altri soggetti politici. Un partito che pur non potendo rappresentare un governo autonomo, possa costituire un freno a politiche dissennate, a derive pericolose.

In quest’ottica è conseguenza logica escludere dal panorama delle scelte i partiti principali, i quanto proprio rispetto a questi si deve scegliere l’antidoto.
Escludo pertanto PD e PDL.
Nell’ottica di antidoto vanno esclusi anche Ingroia e Giannino, entrambi in forse anche nell’entrata in Parlamento.
Va escluso anche Grillo, e non solo per il mio veto culturale di cui ho detto sopra, ma perché coerentemente a quanto sbandierato in Campagna elettorale (ma la coerenza si sa è un optional non solo per il Movimento 5 Stelle e il suo leader) non sarà disponibile ad alcuna coalizione.

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Da solo si spera non possa rappresentare una maggioranza, e dunque non serve l’antidoto.

Restano così la Lega e la Lista Monti. Due antidoti diversi, per due diverse coalizioni.
La Lega antidoto, peraltro positivamente sperimentato, rispetto alle derive (anche ad personam) Berlusconiane.
La lista Monti antidoto alla deriva Vendoliana-conservatrice di Bersani.
Per estrema coerenza di questo ragionamento di, per così dire, “sanità-politica”, si dovrebbe scegliere di votare l’antidoto al pericolo maggiore: così come ci si vaccina alle malattie più gravi e pericolose, a quelle potenzialmente mortali, e si sceglie invece di non farlo per il raffreddore.
Nel mio caso, ritenendo più grave e pericolosa la deriva berlusconiana (oltretutto in decadenza fisica oltre che ideologica), dovrei votare la Lega di Maroni. Come un amico sapiente e onnivoro di notizie mi consiglia.
Tuttavia, oltre a non riuscire a esprimere tale voto, credo anche che, sempre in una logica di “sanità-politica”, la scelta dell’antidoto fa fatta anche in relazione alla maggiore o minore probabilità di contrarre la malattia.
Sotto tale profilo penso, e mi auguro fortemente, che lo spoglio di lunedì non consegni alcuna vittoria al PDL & Co.. Se così non fosse, e tremo al pensiero, avremmo la certificazione definitiva dell’assoluta immaturità del popolo italiano.
Il rischio dunque più probabile è che la vittoria colga (suo malgrado e contro la volontà che si deduce dalla qualità della campagna svolta!) la coalizione del PD & Co.
Coerentemente l’antidoto che scelgo è la Lista Monti, che oltretutto potrebbe anche essere ambivalente nell’efficacia, in quanto potenziale antidoto pure al berlusconiano delirio di onnipotenza, per effetto di una qual certa coltivata equidistanza.

Pertanto, con questo percorso logico a ostacoli, che esclude il peggio e preferisce il meno peggio, turandomi il naso e scegliendo l’antidoto, per scarsissima fiducia nelle cure proposte, la mia scelta finale, assai sofferta, è di votare la coalizione che ha Monti come leader !

A tutti buon voto, anzi buona sofferenza !

Posted in: Elettorale